Perché amiamo i retelling romance?
By Maria Antonietta Capasso / Luglio 12, 2026 / Nessun commento / Storytelling & Narrative
Quando le vecchie storie trovano una nuova voce
C’è qualcosa di profondamente umano nel tornare sempre alle stesse storie.
Cambiano i secoli, cambiano i lettori, cambiano i mezzi attraverso cui raccontiamo la realtà, eppure continuiamo a incontrare gli stessi archetipi: l’amore impossibile, il nemico che nasconde una ferita, la donna che cerca la propria libertà, il mostro che forse non è davvero un mostro.
È per questo che i retelling continuano ad affascinarci.
A prima vista potrebbero sembrare semplici riscritture di storie già conosciute, ma in realtà raccontano qualcosa di molto più interessante: il nostro bisogno di reinterpretare il passato per parlare del presente.
E forse è proprio questa la magia della letteratura: una storia non muore quando viene conclusa. Continua a vivere ogni volta che qualcuno trova un nuovo modo di raccontarla.
Che cos’è un retelling?
Il termine retelling significa letteralmente “racconto di nuovo” e indica una riscrittura di un’opera precedente, di un mito, di una fiaba o di una leggenda.
Ma attenzione: un retelling non è una copia.
La differenza tra una semplice imitazione e una vera riscrittura sta nella prospettiva. Un buon retelling prende un elemento conosciuto e lo trasforma, aggiungendo nuovi significati, cambiando il punto di vista o adattandolo alla sensibilità di un’epoca diversa.
La domanda non è soltanto: “Come posso raccontare di nuovo questa storia?”
La domanda più interessante è: “Cosa può ancora dirci questa storia oggi?”
Dai miti antichi al romance contemporaneo: perché riscriviamo sempre le stesse storie?
La letteratura è piena di ritorni.
I miti greci vengono reinterpretati continuamente, le fiabe vengono private del loro lato più rassicurante e trasformate in racconti più oscuri, i grandi classici vengono trasportati in nuove epoche.
Non lo facciamo perché mancano nuove idee.
Lo facciamo perché alcune storie contengono qualcosa che continua a parlarci.
Il mito di Ade e Persefone, la Bella e la Bestia, il rapporto tra eroe e antagonista, l’amore impossibile tra due persone appartenenti a mondi diversi: sono strutture narrative che sopravvivono perché racchiudono conflitti universali.
Il contesto cambia, ma le emozioni rimangono.
Il successo dei retelling nel romance
Negli ultimi anni il fenomeno dei retelling è diventato particolarmente evidente nel romance e nel fantasy romance.
Non è difficile capire perché.
Il romance lavora da sempre con grandi emozioni e archetipi potenti: desiderio, paura, trasformazione, perdita, redenzione.
Un retelling permette al lettore di vivere un’esperienza particolare: riconoscere qualcosa di familiare e, allo stesso tempo, scoprire una storia nuova.
È una sorta di patto narrativo.
Il lettore entra nel libro sapendo di avere una chiave nascosta: conosce già l’origine della storia, ma vuole scoprire cosa l’autore abbia deciso di cambiare.
Chi sarà davvero il mostro?
Chi avrà il potere?
Chi sceglierà di salvarsi?
Il fascino del villain: quando il cattivo diventa protagonista

Uno degli aspetti più interessanti dei retelling contemporanei è la rivalutazione degli antagonisti.
Per molto tempo abbiamo letto le storie attraverso una divisione netta: buoni contro cattivi, vittime contro carnefici.
Le riscritture moderne spesso mettono in discussione questa separazione.
Il villain diventa un personaggio complesso, con una storia, delle motivazioni e delle ferite.
Non significa giustificare ogni comportamento, ma provare a comprendere cosa si nasconde dietro una maschera.
Ed è proprio questa ambiguità morale a rendere molti retelling così affascinanti, soprattutto nel romance più oscuro.
Un retelling racconta anche la società in cui nasce
Ogni epoca riscrive le storie secondo le proprie domande.
Le eroine delle fiabe tradizionali spesso aspettavano di essere salvate; le protagoniste contemporanee cercano invece autonomia, consapevolezza e una propria identità.
Le relazioni vengono analizzate con maggiore attenzione rispetto al passato: il potere, il consenso, il trauma e la guarigione diventano elementi centrali della narrazione.
Una riscrittura, quindi, non parla soltanto della storia originale.
Parla anche di noi.
Quando una riscrittura diventa una nuova storia?
Forse il vero valore di un retelling non sta nel modificare tutto, ma nel trovare il giusto equilibrio.
Se rimane troppo vicino all’opera originale, rischia di diventare prevedibile.
Se invece perde completamente il legame con la storia di partenza, potrebbe smarrire proprio quell’elemento che attirava il lettore.
Il punto è creare un dialogo tra passato e presente.
Una buona riscrittura non cancella ciò che è venuto prima: lo guarda con occhi nuovi.
Le storie non appartengono mai davvero a una sola epoca
Da autrice, trovo affascinante il fatto che alcune storie sembrino aspettare soltanto una nuova voce per rinascere.
Non perché siano incomplete, ma perché ogni generazione ha bisogno di interrogarsi sugli stessi temi con strumenti diversi.
Forse il motivo per cui amiamo tanto i retelling è proprio questo: ci permettono di tornare in luoghi conosciuti, ma con una luce diversa.
Perché una grande storia non è quella che viene raccontata una sola volta.
È quella che continua a trovare qualcuno disposto ad ascoltarla.
Condividi:
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
